La Francia si posiziona all'avanguardia nell'edilizia sostenibile, imponendo l'adozione di tetti verdi o impianti fotovoltaici su una quota sempre maggiore dei grandi edifici. Questa iniziativa, che ha preso il via nel 2023 con un obbligo del 30%, vedrà un incremento al 40% entro luglio 2026, per poi raggiungere il 50% entro luglio 2027. La legge mira a riconvertire le superfici dei tetti da mera protezione a elementi attivi nella produzione energetica, nella ritenzione idrica e nel miglioramento del microclima urbano, contribuendo così a un ambiente più vivibile e sostenibile.
La legislazione francese, specificata nel Code de la construction et de l’habitation, delinea un percorso progressivo per l'integrazione di soluzioni eco-compatibili nelle nuove costruzioni e nelle significative ristrutturazioni. Le coperture di ampi edifici stanno subendo una trasformazione funzionale, evolvendosi da semplici elementi strutturali a spazi vitali capaci di generare elettricità, assorbire l'acqua piovana, ospitare vegetazione e contrastare l'aumento delle temperature urbane. Questo approccio olistico riflette una crescente consapevolezza dell'importanza di sfruttare ogni superficie disponibile per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.
L'applicazione della normativa riguarda un'ampia gamma di strutture, inclusi edifici con una superficie superiore a 500 metri quadrati destinati a settori commerciali, industriali, artigianali, amministrativi, uffici, magazzini, ospedali, impianti sportivi e ricreativi, scuole, università e parcheggi pubblici coperti. Anche gli ampliamenti e le ristrutturazioni di vasta portata rientrano in queste disposizioni. I progettisti hanno la libertà di scegliere tra sistemi di produzione di energia rinnovabile o coperture vegetali, purché queste ultime rispettino criteri specifici, come la minimizzazione del consumo di acqua potabile, l'offerta di prestazioni termiche e isolanti, e la promozione della biodiversità. È inoltre incentivata la combinazione di fotovoltaico e tetti verdi, che permette di massimizzare i benefici in termini di energia e gestione ambientale.
L'innovazione legislativa francese non si limita ai tetti, ma si estende anche ai parcheggi. I nuovi parcheggi esterni di oltre 500 metri quadrati, collegati agli edifici interessati dalla normativa, dovranno destinare almeno la metà della loro superficie a soluzioni che favoriscano l'infiltrazione o l'evaporazione delle acque piovane, come pavimentazioni permeabili o aree verdi. Il Code de l’urbanisme prevede inoltre l'obbligo di vegetazione o strutture ombreggianti su almeno la metà dell'area. Per i parcheggi di dimensioni ancora maggiori, oltre i 1.500 metri quadrati, la legge del 10 marzo 2023 sull’accelerazione delle energie rinnovabili impone la copertura di almeno il 50% della superficie con pensiline integrate da sistemi per la produzione di energia rinnovabile. Queste direttive consentiranno, a partire da novembre 2025, soluzioni miste che combinano pensiline energetiche e dispositivi vegetali, trasformando radicalmente l'aspetto e la funzionalità dei piazzali commerciali, che offriranno riparo ai veicoli e contemporaneamente genereranno energia.
L'approccio francese dimostra la volontà di affrontare in modo congiunto le sfide della produzione energetica da fonti rinnovabili e dell'adattamento degli spazi urbani a temperature sempre più elevate e a eventi atmosferici intensi. Sfruttare le superfici già esistenti, come tetti e parcheggi, rappresenta una strategia efficace per incrementare la capacità energetica senza necessità di nuove aree. L'Italia, sebbene abbia aggiornato le proprie normative sull'integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici con il decreto legislativo del 9 gennaio 2026, si concentra principalmente sui consumi energetici. La Francia, invece, interviene direttamente sulle superfici, stabilendo percentuali specifiche per tetti e parcheggi, e promuovendo la vegetazione, l'ombreggiamento e la permeabilità. Questo modello più concreto e prescrittivo mira a conferire una "seconda vita" a migliaia di metri quadrati che prima avevano una funzione puramente passiva, trasformandoli in elementi attivi della transizione ecologica a partire dal luglio 2027.
