L'artista Thomas Huber ha trasformato la sua residenza a Cinzago, sul Lago Maggiore, in una vera e propria galleria vivente delle sue opere. Questo luogo, precedentemente trascurato, è ora il fulcro della sua ispirazione, permettendogli di abitare fisicamente gli spazi che raffigura nei suoi dipinti. La sua casa, un tempo un rudere, è stata restaurata con cura e offre una prospettiva unica sul mondo circostante, dal Lago Maggiore fino a Milano. Huber, attraverso questa esperienza, ha realizzato il suo desiderio di fondere la vita quotidiana con la sua pratica artistica, dove ogni stanza e ogni vista esterna diventano parte integrante del suo universo creativo.
La riflessione sullo spazio, elemento centrale nella produzione artistica di Thomas Huber, trova le sue radici nell'ambiente familiare in cui è cresciuto. Suo padre, Benedikt, era un architetto rinomato e docente di urbanistica al Politecnico di Zurigo, mentre la madre era una designer d'interni. Nonostante l'influenza paterna, Huber non ha mai considerato la carriera di architetto, preferendo esprimersi attraverso la pittura. La casa di Cinzago, un dono della moglie Wilma, rappresenta un punto di svolta nella sua carriera, portandolo a integrare il suo ambiente personale nelle sue opere. Questo rifugio, che chiama casa per sei mesi all'anno, è diventato una fonte inesauribile di soggetti, permettendogli di esplorare il confine tra il visibile e l'invisibile, tra il reale e l'immaginario.
Il Rifugio Artistico di Cinzago: Tra Reale e Immaginario
Cinzago, una piccola frazione isolata di Cannobio, nel Verbano-Cusio-Ossola, è diventata il santuario creativo di Thomas Huber. L'accesso a questa dimora richiede una passeggiata lungo un sentiero sterrato, lontano dalle rotte comuni. La gallerista di Huber la definisce un "nido d'aquila", un luogo dove la quiete e la natura circostante offrono una prospettiva ineguagliabile. Questa casa, abbandonata per oltre vent'anni, ha catturato l'attenzione dell'artista con la sua vista panoramica che si estende dalla Svizzera a quasi Milano, abbracciando l'imponente Lago Maggiore. Per Huber, che ha lasciato la Svizzera da giovane, questa posizione al confine rappresenta un ritorno simbolico alle sue origini, un luogo dove può osservare la sua patria da una distanza contemplativa.
La decisione di acquisire questa proprietà è stata il frutto di una vacanza con amici e di un'intuizione artistica. La moglie, Wilma Erythropel, ha acquistato e ristrutturato la casa, che versava in condizioni precarie, con pavimenti sul punto di crollare. Il progetto di recupero è stato affidato allo studio Favre+Guth di Ginevra, che ha concepito una dimora a più livelli, dove la robustezza iniziale si trasforma gradualmente in un'eleganza raffinata man mano che si sale. La casa è diventata un'estensione della sua arte, un luogo dove la vita quotidiana si fonde con la creazione. Huber, che in passato creava mondi fantastici nella sua mente, ora si dedica a ritrarre gli ambienti reali della sua casa e i paesaggi del Lago Maggiore, rendendoli protagonisti dei suoi acquerelli e dipinti a olio.
L'Evoluzione Artistica di Huber: Il Lago Maggiore come Musa
Da quando si è stabilito a Cinzago, circa otto anni fa, Thomas Huber ha iniziato a esplorare il Lago Maggiore come soggetto per le sue opere. Questa nuova direzione artistica è nata quasi per caso, mentre lavorava a un dipinto che raffigurava l'interno di una stanza. Fuori dalla finestra, la vista del lago lo ispirò a integrarlo nelle sue composizioni. Iniziò a realizzare piccole vedute ad acquerello, che riscossero un successo immediato, spingendolo a creare opere di dimensioni maggiori su tela a olio, nel suo studio di Berlino. Tre anni fa, il MASI di Lugano ha ospitato una mostra intitolata "Lago Maggiore", esponendo queste opere insieme agli acquerelli, un'iniziativa che ha sorpreso l'artista per l'entusiasmo con cui è stata accolta.
Huber rifiuta l'idea che il lago sia diventato un'ossessione, definendolo piuttosto un "amore". Cita Paul Klee, affermando che "l'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non lo è". Per lui, la tela è una frontiera verso un mondo parallelo, e la superficie dell'acqua, con la sua capacità di riflettere e nascondere, lo affascina profondamente. A differenza dei soggetti fantastici che ritraeva in precedenza, il lago e gli ambienti della sua casa rappresentano una dimensione tangibile, reale. Questa evoluzione lo ha portato a vivere il suo sogno: "Volevo vivere all'interno dei miei dipinti e finalmente posso farlo". La sua casa di Cinzago è diventata il luogo dove la sua vita e la sua arte si incontrano, creando un dialogo continuo tra l'artista, il suo spazio e il paesaggio circostante.
