Salute e Nutrizione

Scandalo della carne equina: nuove rivelazioni e rischi per la salute

Sep 17, 20267 Min di Lettura
Questo articolo esplora le recenti scoperte sul traffico illecito di carne equina nell'Unione Europea, mettendo in luce le persistenti vulnerabilità nei sistemi di controllo e i pericoli per la salute pubblica. Dettaglia le tattiche impiegate dai criminali e l'impatto di questa attività illegale, particolarmente in nazioni come l'Italia.

La carne di cavallo clandestina: una minaccia persistente sul mercato europeo

Riemerge la questione della carne equina nella filiera alimentare europea

Tredici anni dopo lo scandalo delle 'lasagne di cavallo' del 2013, l'Europa si confronta ancora una volta con il problema del commercio illegale di equini destinati al consumo umano. Animali come i cavalli da corsa, da equitazione e da compagnia, che per legge non dovrebbero entrare nella catena alimentare a causa dei farmaci somministrati durante la loro vita, sono stati nuovamente trovati nei prodotti alimentari.

L'operazione Europol e l'allarme di Foodwatch

L'organizzazione per la protezione dei consumatori Foodwatch ha riportato l'attenzione su questa problematica a seguito di un'importante operazione di polizia giudiziaria coordinata da Europol. Tra l'8 e il 9 settembre 2026, indagini congiunte tra Belgio, Francia, Irlanda e Paesi Bassi hanno portato a numerose perquisizioni e al controllo di oltre mille cavalli. Una rete criminale ben organizzata è al centro dell'inchiesta, responsabile di riciclare cavalli sportivi o da diporto attraverso la falsificazione delle loro identità per introdurli illegalmente nel settore alimentare.

Le radici della frode e le debolezze strutturali

Eva Rigonat, medico veterinario ed esperta in questioni legate alla criminalità nel settore zootecnico, evidenzia che il persistere di questo fenomeno è dovuto a diverse ragioni. Le falle sistemiche persistono a causa della scarsa comunicazione tra i Paesi dell'UE e dell'assenza di un registro comune che imponga la tracciabilità dei movimenti degli animali. Inoltre, l'elevato costo dello smaltimento legale di cavalli non destinati alla produzione alimentare spinge molti proprietari a ricorrere al mercato nero.

Tecniche di manipolazione: passaporti falsi e microchip alterati

Il sistema di frode è ingegnosamente semplice: manipolazione di microchip e creazione di passaporti falsi. Questi espedienti permettono di cancellare lo storico sanitario degli animali, nascondendo la loro inidoneità alla macellazione. La mancanza di un database europeo centralizzato e la facilità con cui si falsificano i documenti cartacei creano zone d'ombra che i trafficanti sfruttano. Rigonat sottolinea anche l'esistenza di macelli illegali dove i microchip vengono rimossi, facendo sì che gli animali risultino ancora vivi ufficialmente, mentre la loro carne entra nel mercato nero.

Destinazione della carne e i potenziali pericoli per i consumatori

Foodwatch denuncia la totale mancanza di trasparenza riguardo alla destinazione finale di questa carne. I cavalli possono essere stati venduti come carne fresca o trasformati in prodotti industriali, piatti pronti o insaccati, e distribuiti in vari Paesi europei, come già accaduto in passato. Il rischio principale per i consumatori non è solo commerciale, ma anche sanitario, a causa dei residui di farmaci come antinfiammatori e anabolizzanti (ad esempio il fenilbutazone) presenti nelle carni di cavalli trattati, senza studi sulla loro sicurezza per l'uomo.

Interessi economici e il ruolo dell'Italia nel traffico illecito

Il traffico di carne equina genera profitti enormi per la criminalità, a fronte di sanzioni spesso irrisorie. L'Italia, pur essendo uno dei maggiori consumatori e importatori di carne di cavallo in Europa, stranamente non è stata inclusa nell'indagine Europol. Secondo un rapporto di Animal Equality del 2025, l'Italia importa oltre 25.000 tonnellate di carne equina all'anno, principalmente da Francia, Polonia e Slovenia, rendendola particolarmente esposta al traffico illecito transfrontaliero.

Necessità di riforme normative per un controllo efficace

Per affrontare efficacemente questo fenomeno, Eva Rigonat propone di rafforzare la normativa sui controlli, introducendo una legislazione che imponga una chiara volontà di verifica sugli animali abbattuti e l'obbligo di istituire banche dati europee pubbliche e accessibili. A distanza di oltre dieci anni dal primo grande scandalo, sembra che le lezioni non siano state apprese e la carne di cavallo illegale continua a evidenziare le lacune di un sistema che, forse, preferisce ignorare il problema anziché risolverlo definitivamente.

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