Ambiente

TAR del Lazio conferma l'inceneritore di Santa Palomba: ricorsi respinti

Nov 03, 2026•9 Min di Lettura

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha emesso una sentenza che sblocca il controverso progetto dell'inceneritore di Santa Palomba, noto anche come "Polo impiantistico Parco delle risorse circolari". La decisione ha respinto in toto le contestazioni avanzate da numerosi attori, tra cui cinque comuni della provincia di Roma, un gruppo di cittadini e diverse organizzazioni ambientaliste. Questa pronuncia segna un punto di svolta nell'iter realizzativo dell'impianto, superando le resistenze legali che ne avevano finora ostacolato l'avanzamento.

Le motivazioni addotte dai ricorrenti erano molteplici e riguardavano sia aspetti procedurali che sostanziali. Tra le questioni sollevate vi era il presunto conflitto di interessi derivante dalla contemporanea carica di sindaco di Roma, presidente della Città metropolitana e commissario straordinario per l'opera ricoperta da Roberto Gualtieri. Inoltre, i contestatori lamentavano la mancata consultazione degli enti locali e scientifici interessati, nonché l'approvazione del progetto senza un'adeguata valutazione della compatibilità geomorfologica del sito, questione legata anche alla deviazione di un corso d'acqua locale. Nonostante la complessità delle obiezioni, il TAR ha ritenuto infondate tutte le argomentazioni, aprendo di fatto la strada alla realizzazione dell'infrastruttura.

Il respingimento delle contestazioni dei Comuni

I ricorsi presentati dai comuni di Pomezia, Ardea, Marino, Nemi e Ariccia, insieme a un'ampia coalizione di cittadini e associazioni, si concentravano su vari aspetti critici del progetto. Una delle principali argomentazioni riguardava la figura di Roberto Gualtieri, che, ricoprendo simultaneamente le cariche di sindaco di Roma, presidente della Città metropolitana e commissario straordinario per l'inceneritore, secondo i ricorrenti avrebbe potuto trovarsi in una situazione di conflitto di interessi. Questa preoccupazione era alimentata anche dalla partecipazione del Comune di Roma in Acea, società con interessi nel progetto attraverso le sue controllate. Inoltre, le amministrazioni locali contestavano la mancanza di un coinvolgimento attivo dei comuni e degli enti tecnico-scientifici nel processo decisionale, nonché l'approvazione del progetto senza un'adeguata analisi della compatibilità geomorfologica del territorio, particolarmente rilevante a causa della prevista deviazione del Fosso della Cancelliera.

Le contestazioni dei comuni erano articolate e miravano a evidenziare presunte irregolarità procedurali e sostanziali nella realizzazione del "Polo impiantistico Parco delle risorse circolari". Il nodo centrale riguardava la triplice veste di Roberto Gualtieri, che, a detta dei ricorrenti, avrebbe potuto compromettere l'imparzialità e la trasparenza del processo decisionale. Si faceva riferimento non solo alle sue cariche pubbliche, ma anche alle implicazioni dovute al fatto che il Comune di Roma detiene una quota significativa di Acea, la cui controllata Acea Ambiente e la società RenewRom Srl sono direttamente coinvolte nel progetto dell'inceneritore. Un altro punto focale era la lamentela per la presunta esclusione dei comuni e degli organismi scientifici dalle fasi cruciali di approvazione, con l'accusa di aver proceduto senza un'attenta valutazione preventiva dell'impatto geomorfologico, specialmente in relazione all'alterazione del corso del Fosso della Cancelliera. Questi elementi costituivano la base delle impugnazioni, ma non sono stati sufficienti a convincere il TAR.

Le motivazioni della decisione del TAR

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha esaminato approfonditamente le obiezioni sollevate, giungendo alla conclusione che non sussisteva un conflitto di interessi giuridicamente rilevante nella persona di Roberto Gualtieri. La sentenza ha chiarito che le diverse entità coinvolte nel progetto, pur essendo collegate, possiedono una propria autonomia giuridica, e che la sovrapposizione delle funzioni pubbliche attribuite al commissario straordinario e al sindaco rientra nei limiti previsti dalla legge. Pertanto, la Corte ha escluso una connessione diretta tra la persona fisica del commissario e gli interessi privati delle società coinvolte. Questa interpretazione ha permesso di superare l'obiezione principale dei ricorrenti, considerando le cariche come espressione di diverse attribuzioni pubbliche, non di un intreccio di interessi personali.

La decisione del TAR ha rigettato tutte le istanze presentate, inclusi i ricorsi di singoli cittadini, supportati da Italia Nostra, e quelli delle associazioni ambientaliste come Forumambientalista, Zero Waste Italy e Rete Tutela Roma Sud e Castelli Romani. Il tribunale ha sottolineato che la distinzione tra i soggetti giuridici coinvolti nel progetto e la natura delle funzioni attribuite a Gualtieri (commissario statale e sindaco) non configurano una situazione di conflitto d'interessi tale da invalidare le procedure. La sentenza ha quindi affermato la legittimità delle ordinanze commissariali contestate, confermando la piena validità dell'iter autorizzativo del progetto. Questo verdetto rappresenta un punto fermo significativo, dando il via libera alla continuazione dei lavori per l'inceneritore di Santa Palomba, nonostante le persistenti preoccupazioni delle comunità locali e delle organizzazioni per la tutela dell'ambiente.

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