Il recente insediamento di un nuovo polo per la transizione energetica a Torino segna un passo significativo verso un futuro più sostenibile. Questo progetto, frutto della collaborazione tra l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e il Politecnico di Torino, mira a catalizzare lo sviluppo di soluzioni innovative nel campo dell'energia. L'iniziativa, supportata da importanti investimenti pubblici e privati, posiziona la città piemontese come centro nevralgico per la ricerca e l'applicazione di tecnologie 'green', essenziali per affrontare le sfide climatiche globali e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, in linea con gli obiettivi europei di neutralità climatica.
Dettagli sull'inaugurazione e gli obiettivi dell'hub
Venerdì 11 settembre, l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e il Politecnico di Torino hanno inaugurato, presso il moderno Environment Park del capoluogo piemontese, un innovativo hub completamente dedicato alla transizione energetica. Questa iniziativa prende vita grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e vedrà la realizzazione di due distinti progetti infrastrutturali, denominati iENTRANCE e CoSyET. Il nuovo complesso disporrà di laboratori tecnologicamente avanzati, estesi su una superficie di ben 5000 metri quadrati, equipaggiati con strumentazioni all'avanguardia.
L'obiettivo primario di questo ambizioso progetto è stimolare l'emergere di nuove tecnologie per la produzione, lo stoccaggio e la gestione dell'energia del futuro. Si punta inoltre ad accelerare la fase di validazione di tali innovazioni, rendendole rapidamente disponibili per il sistema produttivo italiano. Ciò contribuirà in modo sostanziale a rendere economicamente sostenibili e profittevoli i traguardi europei di neutralità climatica e la drastica riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
L'investimento complessivo per la realizzazione di questo hub ha superato i 55 milioni di euro. Di questi, oltre 35 milioni di euro sono stati erogati dai fondi PNRR del Ministero dell’Università e della Ricerca, mentre i restanti 20 milioni di euro provengono da partner privati, a testimonianza del forte interesse e del sostegno da parte di entrambi i settori.
La cerimonia inaugurale ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti del mondo della ricerca, delle imprese e delle istituzioni. Tra i saluti istituzionali, spiccano quelli di Giacomo Portas, Presidente di Environment Park; Matteo Marnati, Assessore all’Ambiente, all’Intelligenza artificiale e all’Energia della Regione Piemonte; Chiara Foglietta, Assessora alla Transizione ecologica e digitale della Città di Torino; Gianmario Verona, Presidente dell’Istituto Italiano di Tecnologia; e Vincenzo Tedesco, Direttore Generale del Politecnico di Torino.
Le due infrastrutture, iENTRANCE e CoSyET, sono state presentate in dettaglio durante una tavola rotonda, introdotta da un intervento di Giorgio Metta, Direttore Scientifico dell'IIT, e moderata dalla giornalista del Sole24Ore Filomena Greco. Il dibattito ha permesso di illustrare le caratteristiche tecnologiche e gli obiettivi specifici dell'hub, con contributi da Fabrizio Pirri, Coordinatore del Centro dell'IIT a Torino; Vittorio Morandi, Direttore dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del CNR; Davide Loiacono, Responsabile della Unit Materials Characterization di NewCleo S.p.a; Davide Calonico, Direttore Scientifico dell'INRiM; e Luca Alberto Martino, Amministratore Delegato di Alutron.
Questo evento segna la nascita di un polo strategico fondamentale per la decarbonizzazione e lo sviluppo di nuove tecnologie per la transizione energetica. L'hub è in piena sintonia con le direttive dell'Unione Europea, come il Green Deal, il pacchetto di leggi Fit for 55 e l'European Hydrogen Strategy, oltre a integrarsi perfettamente con la Strategia Regionale per l'Idrogeno e i nuovi combustibili verdi del Piemonte. Le infrastrutture iENTRANCE e CoSyET vanno ad ampliare e a unificare l'ecosistema di ricerca e trasferimento tecnologico già presente presso Environment Park, che include il Center for Sustainable Future Technologies (CSFT) dell'IIT e il Competence Center SEASTAR, oltre a numerosi laboratori finanziati con fondi regionali (FESR) e ministeriali (MUR e MASE).
Questo ecosistema mira a gestire in modo coordinato, attraverso un modello a punto di ingresso singolo, l'intera catena di valore per la transizione energetica. Protagonisti di questo processo sono le energie rinnovabili, l'idrogeno, la decarbonizzazione, lo stoccaggio energetico, i nuovi vettori energetici e le materie prime sostenibili.
Le nuove infrastrutture iENTRANCE e CoSyET sono state concepite per operare in modo complementare e integrato. iENTRANCE si concentra sulla ricerca di base, mentre CoSyET è maggiormente orientata al trasferimento tecnologico verso l'industria e il mercato. Questa sinergia consentirà di combinare la ricerca di base con quella applicata ad alto TRL (Technology Readiness Level), facilitando il trasferimento delle innovazioni alle imprese. L'hub affronterà sfide tecnologiche concrete, come la gestione delle energie a basso contenuto di carbonio, l'integrazione tra le reti elettriche e gas, la produzione e lo stoccaggio dell'idrogeno, la conversione dell'anidride carbonica (CO₂) in combustibili e prodotti chimici industriali, e lo sviluppo di sistemi avanzati di accumulo energetico e di elettronica innovativa per il controllo e la gestione.
iENTRANCE, coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ha permesso la creazione di un'infrastruttura di ricerca articolata in sei nodi distribuiti sul territorio nazionale, ciascuno specializzato in ambiti strategici per la transizione energetica. L'obiettivo è offrire alla comunità scientifica l'accesso a tecnologie e competenze d'avanguardia nelle micro- e nanotecnologie. Uno dei sei nodi è situato a Torino, con due sedi: una presso Environment Park, inaugurata in data odierna, e l'altra presso il Campus INRiM.
La sede di iENTRANCE all'Environment Park è guidata dal Politecnico di Torino e ha ricevuto un finanziamento di oltre 14 milioni di euro dai fondi PNRR. Le attività di ricerca si focalizzeranno sullo sviluppo di nanomateriali e sistemi innovativi per l'energia, sulla creazione di tecnologie per la produzione, l'accumulo, l'utilizzo e la gestione dell'energia, oltre che sulla progettazione di sensori avanzati per il monitoraggio. L'altra sede, presso il Campus INRiM, è dedicata alla scienza delle misure di altissima precisione. I due laboratori sono strettamente collegati: nel primo vengono creati e ingegnerizzati i nuovi materiali e sistemi energetici, mentre nel secondo ne vengono analizzate, misurate e certificate le proprietà.
CoSyET è un'Infrastruttura Tecnologica di Innovazione (ITEC) che comprende cinque linee pilota dedicate allo sviluppo e alla validazione di tecnologie per l'idrogeno (produzione, stoccaggio e utilizzo), per l'anidride carbonica (cattura, stoccaggio e valorizzazione), per lo sviluppo di sistemi di accumulo energetico e di gestione della potenza attraverso sistemi elettronici innovativi. Si occupa inoltre della caratterizzazione, validazione e standardizzazione dei materiali tipici della transizione energetica, con un livello di maturità tecnologica molto elevato (tra TRL 6 e TRL 8), fino al sistema completo e qualificato. L'investimento totale è stato di circa 40 milioni di euro, con circa 20 milioni provenienti dai fondi PNRR del Ministero dell'Università e della Ricerca e 20 milioni da fondi privati.
Questo progetto è stato coordinato dall'Istituto Italiano di Tecnologia e ha dato vita alla società consortile CoSyET Scarl, un partenariato pubblico-privato guidato dall'IIT, che detiene la quota di maggioranza della componente pubblica, insieme a dieci partner industriali: Newcleo, Lamicolor, G.D., Microla Optoelectronics, Alutron, FEV Italia, Hysytech, Cemas Elettra, Asseltech e Mista. La governance della società è affidata al Presidente Fabrizio Pirri, Coordinatore del Center for Sustainable Future Technologies dell'Istituto Italiano di Tecnologia.
Il modello consortile rappresenta uno degli elementi più innovativi di CoSyET, in quanto integra in modo strutturato competenze scientifiche, capacità industriali e know-how tecnologico in un'unica infrastruttura. Il nucleo principale è ospitato nell'area di Environment Park a Torino, ma si estende in una rete di laboratori e impianti distribuiti tra Caramagna Piemonte e Chivasso.
CoSyET ha l'obiettivo di supportare le imprese, in particolare le PMI, nello sviluppo e nella validazione di tecnologie per la transizione energetica, con laboratori e impianti dedicati all'idrogeno, alla CO₂, ai sistemi di accumulo e alle energie rinnovabili.
Un ruolo cruciale sarà giocato dall'idrogeno, dalla cattura e conversione della CO2, dalla chimica verde (sia di origine biologica che ottenuta da elettricità rinnovabile) e dalle soluzioni avanzate per l'accumulo energetico e la gestione dell'energia tramite sistemi elettronici innovativi. Queste tecnologie contribuiranno a ridurre le emissioni nei settori più difficili da decarbonizzare, come i trasporti e l'industria, promuovendo al contempo una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili nel sistema energetico grazie alla loro capacità di fungere sia da vettori energetici che da materie prime per i processi industriali.
L'apertura di questo hub torinese rappresenta un faro di speranza nel panorama della transizione energetica. È un chiaro esempio di come la sinergia tra istituzioni accademiche, enti di ricerca e il settore privato possa generare un impatto significativo nel raggiungimento di obiettivi ambiziosi come la neutralità climatica. La focalizzazione su idrogeno, CO2 e soluzioni avanzate per l'accumulo energetico dimostra una visione lungimirante, riconoscendo le sfide e le opportunità dei settori più difficili da decarbonizzare. Questo progetto non solo rafforza il ruolo dell'Italia nella ricerca scientifica e nell'innovazione tecnologica, ma offre anche un modello replicabile per altre regioni che mirano a costruire un futuro energetico più pulito e sostenibile.
