Nell'effervescente panorama milanese, un appartamento nel quartiere Stadera è stato sapientemente trasformato da StudioAM, fondato dagli architetti Michela Dell'Orto e Amos Pravettoni Prada, in un'oasi di stile che fonde l'eleganza degli anni Settanta con un tocco contemporaneo. Quest'abitazione di 70 metri quadrati, nata dalla riqualificazione di una casa di ringhiera, è stata concepita su misura per un giornalista amante della musica, riflettendo la sua personalità attraverso un design ricercato e dettagli artigianali. La collaborazione con l'ebanista Giacomo Moor ha permesso di integrare arredi su misura e pezzi vintage, creando un dialogo armonioso tra passato e presente. L'ambiente, intimo e sofisticato, si distingue per la sua capacità di celebrare l'individualità e la passione per il design, trasformando uno spazio originariamente modesto in un vero e proprio gioiello architettonico che non rinuncia a un tocco di opulenza.
Eleganza Anni '70 e Maestria Artigianale nel Cuore di Milano
Nell'effervescente Milano, all'interno del suggestivo quartiere Stadera, un'abitazione di 70 metri quadrati ha subito una metamorfosi straordinaria grazie alla visione di StudioAM, il talentuoso duo composto dagli architetti Michela Dell'Orto e Amos Pravettoni Prada. Fondato nel 2022, il loro studio ha concepito uno spazio su misura per un giornalista, profondo cultore della musica, trasformando una modesta casa di ringhiera in una residenza dal carattere distintivo e provocatorio.
Il progetto si è concentrato sulla creazione di un ambiente intimo e lussuoso, in netto contrasto con l'origine popolare dell'edificio. La suddivisione interna prevede un'ampia zona giorno, una camera con anticamera e un bagno, configurando una vera e propria suite dove ogni elemento è stato ridotto all'essenziale e curato nei minimi dettagli. Gli architetti hanno infatti dichiarato di aver voluto che "i pochi elementi che definiscono gli ambienti fossero eseguiti alla perfezione", e così è stato.
Un ruolo centrale nella realizzazione di questa visione è stato svolto dal celebre designer e amico Giacomo Moor, che ha curato l'ebanisteria su misura. A lui si devono la splendida cucina in rovere mordenzato con piano in travertino e la raffinata libreria bassa, elementi che conferiscono un'eleganza senza tempo allo spazio. Le maestose porte a doppio battente, che richiamano con ironia quelle dei palazzi nobiliari, amplificano l'altezza degli ambienti, mentre due di questi portali, disposti simmetricamente, incorniciano l'essenziale cucina, accedendo alle aree di servizio.
La ricerca di arredi vintage ha costituito un altro pilastro del progetto. In collaborazione con la galleria milanese Decollectible, è stata selezionata una collezione eclettica e raffinata di pezzi unici, disposti su un pavimento in resina che crea una superficie continua e armoniosa. Spiccano tra questi un tavolo in metallo firmato Doriana e Massimiliano Fuksas, sedie di Anonima Castelli, un divano di Paolo Caliari e una poltrona di Giancarlo Piretti. Le lampade da terra Cocoon e quella da tavolo di Filippo Panseca aggiungono un tocco di rarità. A questi tesori del passato si affiancano opere contemporanee di grande impatto, come il tappeto e il vaso della designer Stefania Ruggiero, il tavolino e i vasi di 6:AM, e le opere d'arte di Solomostry e Dario Maglionico.
Il risultato è un'abitazione che celebra il dialogo costante tra opposti, un'"elettricità creativa" che il proprietario ha saputo assorbire e trasformare in ispirazione quotidiana. Un'armonia ispirata agli Anni '70, enfatizzata da dettagli virtuosistici e senza alcuna stonatura, dove ogni elemento contribuisce a creare un'esperienza abitativa unica e indimenticabile.
Quest'articolo ci offre una prospettiva affascinante su come il design possa trasformare radicalmente uno spazio, infondendogli una nuova anima e identità. L'approccio di StudioAM, che unisce una profonda attenzione ai dettagli, una ricerca meticolosa di pezzi unici e una collaborazione virtuosa con artigiani d'eccellenza come Giacomo Moor, dimostra che anche uno spazio modesto può diventare un capolavoro di stile. L'idea di creare un ambiente "cucito addosso" al cliente, riflettendone le passioni e la personalità, è un invito a considerare la casa non solo come un luogo fisico, ma come una vera e propria estensione del proprio essere. In un'epoca in cui la produzione di massa è dilagante, questo progetto milanese ci ricorda l'importanza del valore artigianale, della personalizzazione e della narrazione che ogni oggetto, ogni pezzo d'arredo, può portare con sé. È una lezione di come il passato possa dialogare con il presente, creando un futuro abitativo intriso di storia, bellezza e profonda originalità.
