La crisi nel settore del riciclo della plastica sta generando significative complicazioni per la raccolta differenziata, con interruzioni nei servizi e un aumento dei costi per le amministrazioni locali. A ribadire l'urgenza della situazione è Utilitalia, che in un'audizione presso la Commissione Ambiente della Camera ha sollecitato interventi rapidi per mitigare gli effetti di questa emergenza.
La federazione, che rappresenta le aziende dei servizi pubblici essenziali, ha evidenziato due punti cruciali. Primo, è fondamentale definire con maggiore chiarezza le responsabilità dei sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), estendendone la copertura economica a tutta la filiera e introducendo sanzioni efficaci per il mancato ritiro dei rifiuti. Questo include misure per proteggere comuni e gestori da penalizzazioni ingiuste sui target di raccolta. Secondo, Utilitalia ha chiesto una temporanea semplificazione nell'uso del Combustibile Solido Secondario (CSS-rifiuto) per gli impianti di recupero energetico fino a fine 2027, al fine di smaltire gli accumuli di scarti. Si richiede inoltre di rendere vincolanti gli obiettivi della Direttiva SUP sulla plastica riciclata, con controlli stringenti e sanzioni per chi non rispetta le quote minime.
Già a fine luglio, Utilitalia, insieme ad Anci, aveva espresso preoccupazioni al Ministero dell'Ambiente, avvertendo che la questione trascende le difficoltà del solo settore dei rifiuti, configurandosi come un problema di politica industriale nazionale ed europea. Senza azioni mirate, la congestione potrebbe rapidamente estendersi dagli impianti di recupero alla raccolta urbana, compromettendo l'intera filiera e l'impegno verso un'economia circolare.
Affrontare questa sfida con determinazione e lungimiranza è essenziale per salvaguardare l'ambiente e la qualità della vita nelle nostre città. La collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini è fondamentale per costruire un futuro in cui i rifiuti siano visti come una risorsa e non come un problema incombente.
