Ambiente

L'Italia eccelle nell'economia circolare, posizionandosi seconda in Europa per riciclo dei rifiuti

Oct 22, 2026•4 Min di Lettura

L'Italia si afferma come una nazione all'avanguardia nell'ambito dell'economia circolare, distinguendosi per un'elevata percentuale di rifiuti riciclati. Il Paese vanta un tasso di riciclo dell'85,6%, un dato significativamente superiore alla media europea del 41,2%. Questi risultati sono stati presentati all'undicesima edizione dell'Italian Business & SDGs Annual Forum, un evento che ha riunito esponenti del mondo aziendale, istituzionale e accademico per affrontare i temi della sostenibilità e le sue prospettive future.

Secondo le analisi emerse dal forum, l'Italia ricicla 137 milioni di tonnellate su un totale di circa 160 milioni di tonnellate di rifiuti gestiti. Questo posiziona l'Italia al secondo posto per lo sviluppo dell'economia circolare, con un indice di 65 punti, superata solo dai Paesi Bassi (69,3 punti) ma davanti a nazioni come Germania (58,8), Francia (57,9) e Spagna (54). L'Italia detiene anche il primato europeo per la quantità di materiali recuperati e reintrodotti nel ciclo produttivo, raggiungendo il 21,6%. Inoltre, dimostra un'efficienza notevole nell'uso delle risorse, generando 4,7 euro di Pil per ogni chilogrammo di risorse consumate, contro una media europea di 3 euro.

La gestione dei rifiuti emerge come un pilastro centrale nelle strategie aziendali italiane per l'economia circolare. I dati della Communication on Progress (CoP) 2026 di UN Global Compact Network Italia rivelano che l'85% delle grandi imprese e il 75% delle piccole e medie imprese adottano pratiche di gestione dei rifiuti. Oltre a ciò, il 73% delle grandi imprese e il 67% delle PMI integrano pratiche circolari nei loro processi operativi, mentre la progettazione circolare di prodotti e servizi è considerata dal 65% delle grandi aziende e dal 55% delle PMI. Un ulteriore dato significativo è il monitoraggio delle performance di circolarità, dichiarato dal 69% delle grandi aziende e dal 55% delle PMI. La collaborazione con fornitori e partner lungo la filiera è un aspetto cruciale, con percentuali del 68% e 58% rispettivamente. Questi indicatori sottolineano come il recupero dei materiali e la gestione dei rifiuti siano il punto di partenza per una transizione verso modelli produttivi più circolari, evidenziando margini di miglioramento nell'integrazione di tali pratiche lungo l'intera catena del valore.

Il primato italiano nell'economia circolare rappresenta un'opportunità unica per rafforzare la competitività del sistema produttivo. Per consolidare questa posizione, è fondamentale concentrarsi sullo sviluppo di un mercato europeo delle materie prime seconde, supportato da future normative come il Circular Economy Act. Questo permetterà di aumentare la disponibilità di materiali riciclati di alta qualità e di favorirne l'impiego nei processi industriali. È cruciale anche rafforzare e diffondere le pratiche già in atto, coinvolgendo attivamente le piccole e medie imprese. Gli investimenti in impianti di riciclo e rigenerazione sono essenziali per trasformare i rifiuti in nuove risorse, generando valore per le imprese e per il territorio. L'Italia, con i suoi risultati nel riciclo, ha la possibilità di consolidare ulteriormente il recupero e il reimpiego dei materiali, garantendo che l'economia circolare contribuisca sempre più alla riduzione del consumo di risorse e al rafforzamento dell'industria nazionale.

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